È una delle novità più dirompenti introdotte con la manovra da 24,9 miliardi per stanare l’evasione fiscale: il nuovo redditometro, un sistema che passerà al vaglio le spese dei contribuenti per verificare se sono «coerenti» con il reddito dichiarato. E che fa il suo debutto già con le dichiarazioni compilate quest’anno e relative al 2009. Per capire meglio come ci si deve regolare, Panorama ha preparato una guida in 15 domande e risposte in vista della scadenza fiscale più importante dell’anno.
1 Quali contribuenti verranno messi sotto osservazione con il nuovo redditometro?
L’obiettivo è di esaminare con la lente tutti i contribuenti. Se si guarda alle dichiarazioni del 2009, si tratta di 41,8 milioni di modelli Unico, 730 e 770 presentati al fisco.
L’obiettivo è di esaminare con la lente tutti i contribuenti. Se si guarda alle dichiarazioni del 2009, si tratta di 41,8 milioni di modelli Unico, 730 e 770 presentati al fisco.
2 I redditi di quali anni verranno misurati in base al nuovo redditometro?
«L’applicazione delle nuove norme partirà dal 1° gennaio 2011» spiega a Panorama Rossella Orlandi, direttore centrale aggiunto del settore accertamento dell’Agenzia delle entrate. E aggiunge: «Teoricamente gli accertamenti si sarebbero potuti fare con le nuove regole sui redditi dei 5 anni precedenti. Ma considerato che entra in vigore un sistema diverso, si è ritenuto di partire con le dichiarazioni che verranno presentate in queste settimane sui redditi del 2009».
«L’applicazione delle nuove norme partirà dal 1° gennaio 2011» spiega a Panorama Rossella Orlandi, direttore centrale aggiunto del settore accertamento dell’Agenzia delle entrate. E aggiunge: «Teoricamente gli accertamenti si sarebbero potuti fare con le nuove regole sui redditi dei 5 anni precedenti. Ma considerato che entra in vigore un sistema diverso, si è ritenuto di partire con le dichiarazioni che verranno presentate in queste settimane sui redditi del 2009».
3 Ci sarà un questionario da riempire?
In passato fu necessario. Oggi no: grazie al maggiore grado di informatizzazione dei diversi tipi di movimento di denaro e di compravendita di beni e servizi, il fisco ha già molti dati a disposizione, da quelli contenuti nell’Anagrafe tributaria a quelli che si appresta a raccogliere e a collegare in futuro. Un esempio lo ha fornito recentemente proprio l’Agenzia delle entrate, ricordando che nel 2007 circa 97 mila persone, su un campione di 800 mila famiglie osservate, hanno acquistato auto che costavano circa il doppio del reddito dichiarato. E tra questi, circa un 15 per cento era rappresentato da lavoratori dipendenti, un 25 per cento da titolari di redditi d’impresa e circa un 40 per cento da lavoratori autonomi. Il resto erano contribuenti titolari di redditi diversi, cioè che avevano dichiarato anche altri redditi oltre a quelli di dipendente, di impresa, autonomo. In realtà il fisco aveva già da tempo la capacità di incrociare questi dati.
In passato fu necessario. Oggi no: grazie al maggiore grado di informatizzazione dei diversi tipi di movimento di denaro e di compravendita di beni e servizi, il fisco ha già molti dati a disposizione, da quelli contenuti nell’Anagrafe tributaria a quelli che si appresta a raccogliere e a collegare in futuro. Un esempio lo ha fornito recentemente proprio l’Agenzia delle entrate, ricordando che nel 2007 circa 97 mila persone, su un campione di 800 mila famiglie osservate, hanno acquistato auto che costavano circa il doppio del reddito dichiarato. E tra questi, circa un 15 per cento era rappresentato da lavoratori dipendenti, un 25 per cento da titolari di redditi d’impresa e circa un 40 per cento da lavoratori autonomi. Il resto erano contribuenti titolari di redditi diversi, cioè che avevano dichiarato anche altri redditi oltre a quelli di dipendente, di impresa, autonomo. In realtà il fisco aveva già da tempo la capacità di incrociare questi dati.
La novità starà nel farlo sistematicamente e con un meccanismo trasparente che permetterà anche ai contribuenti di valutare la propria situazione. Il redditometro, una volta perfezionato, sarà infatti messo a disposizione dei cittadini, per confrontare se il proprio reddito è in regola con quanto il fisco potrà dimostrare. E magari adeguarsi, dichiarando il giusto.
«Distribuiremo un software per fare i calcoli» assicura Rossella Orlandi. «I commercialisti o anche il singolo cittadino potranno verificare i risultati delle proprie dichiarazioni anche da soli». La scommessa, insomma, è di poter spingere gli italiani verso una maggiore veridicità delle proprie denunce già nella fase della dichiarazione dei redditi.
«Distribuiremo un software per fare i calcoli» assicura Rossella Orlandi. «I commercialisti o anche il singolo cittadino potranno verificare i risultati delle proprie dichiarazioni anche da soli». La scommessa, insomma, è di poter spingere gli italiani verso una maggiore veridicità delle proprie denunce già nella fase della dichiarazione dei redditi.
4 Come funziona il nuovo redditometro?
Misurerà il reddito degli italiani a partire dalle spese che sostengono e che risultano dalle varie banche dati al fisco, pesandone l’impatto grazie ad alcuni moltiplicatori (maggiori per una beauty farm rispetto a quelli relativi all’affitto di casa, per esempio) e alle diverse condizioni in cui si trovano a vivere i contribuenti.
Misurerà il reddito degli italiani a partire dalle spese che sostengono e che risultano dalle varie banche dati al fisco, pesandone l’impatto grazie ad alcuni moltiplicatori (maggiori per una beauty farm rispetto a quelli relativi all’affitto di casa, per esempio) e alle diverse condizioni in cui si trovano a vivere i contribuenti.
Verranno prese in considerazione per esempio le diversità di retribuzione e di costo della vita nelle differenti aree del Paese, Nord, Centro, Sud, Isole, così come dei comuni di residenza: metropoli o piccoli comuni, città o campagna. Si partirà dunque dalle spese e, grazie ai diversi moltiplicatori, il fisco calcolerà a quanto dovrebbe ammontare il reddito del contribuente per sostenere quel determinato stile di vita.
Ma non lo farà in astratto: si baserà su un campione di 830 mila famiglie (giovani, vecchi, bambini, single, sposati e così via) che fungerà da misuratore rispetto al resto dei contribuenti.
5 Quali spese e consumi verranno presi in considerazione?
L’Agenzia delle entrate non ha ancora concluso il lavoro di ultima definizione dei beni e dei servizi da tenere in
considerazione, né indicato in modo conclusivo i diversi moltiplicatori da tenere presenti per tipologia di bene, tipo di contribuente, residenza, situazione personale. Una lista indicativa, con la relativa importanza, è già possibile delinearla: si va dalle spese di base, come l’affitto e le bollette delle utenze (significative per la quantità di energia o di comunicazioni usuali per il contribuente) e da una normale automobile fino alle spese per decidere le quali si prevede che il reddito debba essere più elevato, come l’iscrizione a club esclusivi, la scelta delle scuole a pagamento per i figli, le auto di lusso, gli yacht, le vacanze all’estero. Di fatto tutte le spese che lasciano traccia potranno finire nel conteggio.
L’Agenzia delle entrate non ha ancora concluso il lavoro di ultima definizione dei beni e dei servizi da tenere in
considerazione, né indicato in modo conclusivo i diversi moltiplicatori da tenere presenti per tipologia di bene, tipo di contribuente, residenza, situazione personale. Una lista indicativa, con la relativa importanza, è già possibile delinearla: si va dalle spese di base, come l’affitto e le bollette delle utenze (significative per la quantità di energia o di comunicazioni usuali per il contribuente) e da una normale automobile fino alle spese per decidere le quali si prevede che il reddito debba essere più elevato, come l’iscrizione a club esclusivi, la scelta delle scuole a pagamento per i figli, le auto di lusso, gli yacht, le vacanze all’estero. Di fatto tutte le spese che lasciano traccia potranno finire nel conteggio.
6 Se uno ha una famiglia numerosa i calcoli saranno uguali a quelli relativi ai contribuenti single o con pochi figli?
«Attenzione» spiega ancora Rossella Orlandi: «Si è diffusa l’idea che il redditometro riguarderebbe il reddito familiare, ma non è così. Nel nostro ordinamento valgono i redditi personali ». La famiglia però conterà molto lo stesso. «Stiamo lavorando a una mappatura del reddito delle famiglie tipo, il single, la coppia, la coppia con i figli e così via, per avere una indicazione delle spese nelle diverse condizioni. È uno studio statistico che serve per capire meglio il tipo di spesa del singolo contribuente nei diversi contesti». Un esempio lampante: se una persona senza alcun reddito acquista un’automobile di lusso, scatta l’accertamento.
«Attenzione» spiega ancora Rossella Orlandi: «Si è diffusa l’idea che il redditometro riguarderebbe il reddito familiare, ma non è così. Nel nostro ordinamento valgono i redditi personali ». La famiglia però conterà molto lo stesso. «Stiamo lavorando a una mappatura del reddito delle famiglie tipo, il single, la coppia, la coppia con i figli e così via, per avere una indicazione delle spese nelle diverse condizioni. È uno studio statistico che serve per capire meglio il tipo di spesa del singolo contribuente nei diversi contesti». Un esempio lampante: se una persona senza alcun reddito acquista un’automobile di lusso, scatta l’accertamento.
7 Ma se quella stessa persona è a carico del coniuge, che dichiara un reddito molto elevato, la spesa per l’auto di lusso diventa plausibile. Quali condizioni faranno scattare il sospetto e quindi la possibilità di accertamento?
Anche in questo caso il redditometro nuovo sarà più stringente: il sospetto di una dichiarazione non veritiera scatterà quando il reddito verosimile in base alle spese che risultano al fisco sarà di almeno un quinto superiore a quello in effetti denunciato dal contribuente. «Di solito gli scostamenti che fanno scattare l’iniziativa dell’amministrazione sono molto più evidenti. Ma la soglia è stata abbassata» avverte Orlandi.
Anche in questo caso il redditometro nuovo sarà più stringente: il sospetto di una dichiarazione non veritiera scatterà quando il reddito verosimile in base alle spese che risultano al fisco sarà di almeno un quinto superiore a quello in effetti denunciato dal contribuente. «Di solito gli scostamenti che fanno scattare l’iniziativa dell’amministrazione sono molto più evidenti. Ma la soglia è stata abbassata» avverte Orlandi.
8 Da chi parte l’iniziativa dell’accertamento?
All’Agenzia delle entrate spetterà il compito di far scattare l’accertamento e di promuovere l’iniziativa nei confronti del contribuente che risulti fuori linea secondo le informazioni del redditometro. Ma in questa procedura molto conteranno anche i comuni, che verranno coinvolti nella valutazione dei redditi dei cittadini residenti nel territorio.
All’Agenzia delle entrate spetterà il compito di far scattare l’accertamento e di promuovere l’iniziativa nei confronti del contribuente che risulti fuori linea secondo le informazioni del redditometro. Ma in questa procedura molto conteranno anche i comuni, che verranno coinvolti nella valutazione dei redditi dei cittadini residenti nel territorio.
9 Come parteciperanno gli enti locali all’attività di accertamento?
L’Agenzia delle entrate invierà la contestazione della dichiarazione al contribuente e al comune di residenza. Se l’amministrazione locale apporterà altri elementi significativi per individuare le eventuali falle nella dichiarazione del cittadino, potrà incassare un terzo delle imposte sui redditi recuperati.
L’Agenzia delle entrate invierà la contestazione della dichiarazione al contribuente e al comune di residenza. Se l’amministrazione locale apporterà altri elementi significativi per individuare le eventuali falle nella dichiarazione del cittadino, potrà incassare un terzo delle imposte sui redditi recuperati.
10 Come si svolgerà l’accertamento?
Nel caso del cosiddetto redditometro si parla di accertamento sintetico, cioè di un atto del fisco che si basa su dati di fatto verificabili senza bisogno di altre iniziative, come sono appunto le informazioni su acquisti di beni e servizi, di movimenti di capitale con l’estero, e così via. L’accertamento sintetico potrà scattare quando il redditometro segnalerà una difformità di risultato rispetto alla denuncia di un contribuente. L’Agenzia delle entrate potrà quindi inviare una lettera al contribuente, invitandolo a presentarsi per spiegare la propria posizione.
Nel caso del cosiddetto redditometro si parla di accertamento sintetico, cioè di un atto del fisco che si basa su dati di fatto verificabili senza bisogno di altre iniziative, come sono appunto le informazioni su acquisti di beni e servizi, di movimenti di capitale con l’estero, e così via. L’accertamento sintetico potrà scattare quando il redditometro segnalerà una difformità di risultato rispetto alla denuncia di un contribuente. L’Agenzia delle entrate potrà quindi inviare una lettera al contribuente, invitandolo a presentarsi per spiegare la propria posizione.
11 Come potranno difendersi i contribuenti che ritengono errato l’intervento del fisco?
Nell’incontro con i funzionari dell’Agenzia delle entrate il contribuente potrà spiegare le spese fatte e l’origine dei redditi che le hanno permesse (l’onere della prova sarà a suo carico): un risparmio accumulato e speso successivamente, un reddito non soggetto a tassazione e quindi che non risulta al fisco, un reddito sottoposto a tassazione separata e quindi che non rientra nelle dichiarazioni sui redditi. Se potrà spiegare la difformità tra reddito e spese, la pratica sarà archiviata. In caso contrario, potrà aderire subito al cosiddetto accertamento con adesione, con penalizzazioni ridotte e alcune facilitazioni, come il pagamento a rate. Oppure restare sulle sue posizioni. E allora l’Agenzia delle entrate farà scattare l’accertamento definitivo. Il contribuente potrà a quel punto ricorrere solo alla magistratura tributaria.
Nell’incontro con i funzionari dell’Agenzia delle entrate il contribuente potrà spiegare le spese fatte e l’origine dei redditi che le hanno permesse (l’onere della prova sarà a suo carico): un risparmio accumulato e speso successivamente, un reddito non soggetto a tassazione e quindi che non risulta al fisco, un reddito sottoposto a tassazione separata e quindi che non rientra nelle dichiarazioni sui redditi. Se potrà spiegare la difformità tra reddito e spese, la pratica sarà archiviata. In caso contrario, potrà aderire subito al cosiddetto accertamento con adesione, con penalizzazioni ridotte e alcune facilitazioni, come il pagamento a rate. Oppure restare sulle sue posizioni. E allora l’Agenzia delle entrate farà scattare l’accertamento definitivo. Il contribuente potrà a quel punto ricorrere solo alla magistratura tributaria.
12 Quanto tempo avrà il contribuente per muoversi?
Un’altra grande novità delle nuove norme sta nella natura di titolo esecutivo dell’accertamento. «Se non si paga entro 30 giorni, si passerà all’esecuzione vera e propria senza iscrivere l’azione a ruolo: fino a oggi bisognava aspettare un anno» precisa Rossella Orlandi.
Un’altra grande novità delle nuove norme sta nella natura di titolo esecutivo dell’accertamento. «Se non si paga entro 30 giorni, si passerà all’esecuzione vera e propria senza iscrivere l’azione a ruolo: fino a oggi bisognava aspettare un anno» precisa Rossella Orlandi.
13 Quali provvedimenti saranno necessari per attuare tutto il meccanismo?
Un decreto del ministro dell’Economia e i documenti tecnici dell’Agenzia delle entrate.
Un decreto del ministro dell’Economia e i documenti tecnici dell’Agenzia delle entrate.
14 Ma quanto tempo ci vorrà?
Da mesi l’Agenzia delle entrate sta lavorando al nuovo meccanismo. Entro la fine dell’anno sarà tutto pronto.
Compreso il software che sarà messo a disposizione dei cittadini.
Da mesi l’Agenzia delle entrate sta lavorando al nuovo meccanismo. Entro la fine dell’anno sarà tutto pronto.
Compreso il software che sarà messo a disposizione dei cittadini.
15 Quanto conta di ricavare lo Stato con il redditometro?
Il nuovo redditometro dovrebbe portare nelle casse dell’erario 741,2 milioni di euro nel 2011, 1,2 miliardi di euro nel 2012 e 1,3 miliardi di euro nel 2013.
Il nuovo redditometro dovrebbe portare nelle casse dell’erario 741,2 milioni di euro nel 2011, 1,2 miliardi di euro nel 2012 e 1,3 miliardi di euro nel 2013.

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