Contatti serrati a Montecitorio per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e i vari deputati della maggioranza per assicurare al governo di ottenere oggi la fiducia. Il problema a inizio mattina era quello di garantire il superamento di quota 315 voti (pari alla maggioranza assoluta della Camera) per poter fornire al capo dello Stato la risposta alle sue preoccupazioni espresse con la nota di due giorni fa. Il coordinatore del Pdl Denis Verdini proseguiva il suo lavoro di contatti con i vari parlamentari della maggioranza e, chi l'ha potuto sentire, lo descriveva "preoccupato".
A ridosso della prima chiama però la situazione si è ulteriormente complicata per l'esecutivo tanto da mettere in dubbio il numero legale, cioè che al voto partecipino almeno 315 deputati, la metà del totale.
Qualora si verificasse tale ipotesi, che renderebbe nullo il voto, il governo pur formalmente ancora in carica mostrerebbe di non essere in grado di fare lavorare il Parlamento neppure su una questione decisiva come quella del voto di fiducia. Per sapere se c'è o no il numero legale bisogna aspettare la fine della seconda chiama attesa intorno alle 14,00.
BERLUSCONI: BASTA VINCERE ANCHE SENZA MAGGIORANZA ASSOLUTA
Berlusconi, al termine delle dichiarazioni di voto alle quali le opposizioni non hanno partecipato, non era certo di ottenere la fiducia con la maggioranza assoluta dei voti ma spiegava che l'importante "è vincere".
A chi in Transatlantico gli chiedeva se pensasse che il governo avrà la maggioranza assoluta, pari a 315 voti, il premier risponde: "Non lo so, vedremo".
Ma se non la otterrete lei cosa farà? "Vedremo" ha proseguito Berlusconi dicendosi comunque "sereno" sull'esito del voto.
A chi insisteva a chiedere se questa sera ci sarà ancora il governo il premier ha risposto: "Penso di sì, anzi, intimamente sono sicuro".
Ma senza la maggioranza assoluta il Colle farà problemi? "No, no. L'importante è prevalere sulla sinistra", ha concluso il premier.
Ma mentre Berlusconi si ritirava nella saletta del governo della Camera per attendere l'inizio della chiama e il voto, ha iniziato a serpeggiare per i corridoi il dubbio che non ci fosse proprio il numero legale.
SENZA NUMERO LEGALE VOTO NULLO, DA RIFARE
In attesa di capire se almeno la metà dei 630 deputati parteciperà al voto, l'opposizione si organizza e annuncia che non parteciperà alla prima chiama, ed eventualmente nemmeno alla seconda proprio per non aiutare il governo a superare la soglia 'valida' con i propri rappresentanti.
Spiega a Reuters il vicepresidente della Camera e presidente del Pd, Rosy Bindi: senza numero legale "si deve votare di nuovo".
E quando si rivota, in giornata? "Non lo so, c'è un solo precedente: accadde con un governo Moro, in quel caso si votò il giorno dopo".
Se anche il voto fosse nullo per mancanza del numero legale, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non può formalmente intervenire in alcun modo sul governo. E' necessario un voto di sfiducia.
Poco prima della prima chiama il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto si trincera nel silenzio: "Non rispondo a nessuna domanda", si limita a dire ai cronisti che gli chiedono un pronostico.
Il voto, per appello nominale, è iniziato alle 12,30, al termine delle dichiarazioni di voto già in corso.
L'esito è previsto intorno alle 14,00.
A ridosso della prima chiama però la situazione si è ulteriormente complicata per l'esecutivo tanto da mettere in dubbio il numero legale, cioè che al voto partecipino almeno 315 deputati, la metà del totale.
Qualora si verificasse tale ipotesi, che renderebbe nullo il voto, il governo pur formalmente ancora in carica mostrerebbe di non essere in grado di fare lavorare il Parlamento neppure su una questione decisiva come quella del voto di fiducia. Per sapere se c'è o no il numero legale bisogna aspettare la fine della seconda chiama attesa intorno alle 14,00.
BERLUSCONI: BASTA VINCERE ANCHE SENZA MAGGIORANZA ASSOLUTA
Berlusconi, al termine delle dichiarazioni di voto alle quali le opposizioni non hanno partecipato, non era certo di ottenere la fiducia con la maggioranza assoluta dei voti ma spiegava che l'importante "è vincere".
A chi in Transatlantico gli chiedeva se pensasse che il governo avrà la maggioranza assoluta, pari a 315 voti, il premier risponde: "Non lo so, vedremo".
Ma se non la otterrete lei cosa farà? "Vedremo" ha proseguito Berlusconi dicendosi comunque "sereno" sull'esito del voto.
A chi insisteva a chiedere se questa sera ci sarà ancora il governo il premier ha risposto: "Penso di sì, anzi, intimamente sono sicuro".
Ma senza la maggioranza assoluta il Colle farà problemi? "No, no. L'importante è prevalere sulla sinistra", ha concluso il premier.
Ma mentre Berlusconi si ritirava nella saletta del governo della Camera per attendere l'inizio della chiama e il voto, ha iniziato a serpeggiare per i corridoi il dubbio che non ci fosse proprio il numero legale.
SENZA NUMERO LEGALE VOTO NULLO, DA RIFARE
In attesa di capire se almeno la metà dei 630 deputati parteciperà al voto, l'opposizione si organizza e annuncia che non parteciperà alla prima chiama, ed eventualmente nemmeno alla seconda proprio per non aiutare il governo a superare la soglia 'valida' con i propri rappresentanti.
Spiega a Reuters il vicepresidente della Camera e presidente del Pd, Rosy Bindi: senza numero legale "si deve votare di nuovo".
E quando si rivota, in giornata? "Non lo so, c'è un solo precedente: accadde con un governo Moro, in quel caso si votò il giorno dopo".
Se anche il voto fosse nullo per mancanza del numero legale, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano non può formalmente intervenire in alcun modo sul governo. E' necessario un voto di sfiducia.
Poco prima della prima chiama il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto si trincera nel silenzio: "Non rispondo a nessuna domanda", si limita a dire ai cronisti che gli chiedono un pronostico.
Il voto, per appello nominale, è iniziato alle 12,30, al termine delle dichiarazioni di voto già in corso.
L'esito è previsto intorno alle 14,00.

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