
"Revenge" gran successo sulla ABC
La Stowe "cattiva" nell'adattamento tv del romanzo di Dumas: "L'America vuole vedere i ricchi piangere"
MARIA GIULIA MINETTI
LONDRADa noi l'ultimo adattamento televisivo del Conte di Montecristo è stato un serial franco-italo-tedesco, protagonista Gerard Depardieu, andato in onda nel 1998. Quattro puntate gremite di attori famosi e con parecchie libertà rispetto all'originale di Alexandre Dumas, ma nel complesso la liberà maggiore sembrava la scelta dell'interprete, il colossale Gerard, mentre l'Edmond Dantès del romanzo è piuttosto un tipo asciutto e livido «vampiresco», lo descrive l'autore - roso, appunto, dalla sete di vendetta. Quisquilie, comunque, rispetto alla più recente delle versioni per il piccolo schermo, quella americana intitolata Revenge, Vendetta , che ha esordito il mese scorso sul network Abc e sta conquistandosi, puntata dopo puntata, un numero sempre maggiore di fan. I quali fan, sia detto per inciso, dell'originale dumasiano se ne infischiano altamente perché salvo pochissime eccezioni nessun americano l'ha letto, neppure fra i critici (Ken Tucker di Entertainement Weekly lo ammette con franchezza, prendendo per i fondelli i colleghi che fanno finta di conoscerlo).
Lo sceneggiatore Mike Kelley, del resto, sostiene di «essersi ispirato» al celebre feuilleton, ma di avere poi lasciato campo libero alla propria fantasia. Sicché, del Conte dumasiano - qui diventato una giovane donna contemporanea, l'attrice Emily VanCamp -, resta solo l'ossessione vendicativa, il ritorno in società dopo anni di reclusione (in galera per l'Edmond Dantès del romanzo francese, in orfanotrofio per l'Amanda Clarke del serial americano), scopo la distruzione di tutti coloro che sono stati causa della loro ingiusta disgrazia.
Dunque, eccoci agli Hamptons, il luogo di villeggiatura marina vicino a New York dove hanno casa e barca i più ricchi e privilegiati tra i cittadini della Grande Mela. È estate e una giovane donna graziosa, danarosa e sconosciuta (Amanda Clarke sotto le mentite spoglie di tale Emily Thorne) prende in affitto un cottage sulla spiaggia vicino alla magione dei Grayson, una famiglia di miliardari le cui sorti mondane e non soltanto mondane sono nelle mani della bella e arrogante Victoria (la cinquantaduenne Madeline Stowe, di travolgente allure) che a suo tempo - 17 anni prima - tramò la rovina del padre di Amanda. Amanda, rientrata in possesso del suo patrimonio, si introdurrà nel circolo dei Grayson, braccando uno per uno i complici della congiura contro l'amato genitore.
I n s o m m a , una storia di ricchi feroci, di feste, di sangue, di dollari a palate. «Un felice aggiornamento delle vecchie soap genere Dynasty eDallas - ha scritto Ken Tucker -; con una dark lady che ci piace da morire. Così cattiva, così intelligente!», s'è sdilinquito Damian Holbrook di Tv Guide ; «Madeleine Stowe (divina a 52 anni) brilla di luce propria…», gli fa eco Brent Hartinger sul sito AfterElton . A leggere le recensioni e i commenti dei vari blog americani si capisce che la massima innovazione del «plot» (più importante anche del cambiamento di sesso del protagonista), cioè l'introduzione della figura di Victoria, l'antagonista della vendicatrice, è anche l'asso nella manica dello show: bravi tutti, però è Madeline a fare la differenza, a schiacciare l'acceleratore del successo.
Ma ne siamo davvero sicuri? Tutto merito suo? A metterlo in dubbio è proprio lei, attrice fra le più intelligenti e discrete d'America. Una che a Hollywood, tranne che per lavorare, non mette piede. Una che, arrivata spesso sulla soglia del divismo - partner di Daniel Day Lewis nell' Ultimo dei Mohicani , di Bruce Willis nell' Esercito delle dodici scimmie , di John Travolta nella Figlia del generale - è sempre sembrata esitante a varcarla, sottraendosi alla popolarità, tornando a nascondersi nel ranch texano dove vive col primo e unico marito, l'attore Brian Benben, sposato 25 anni fa!
Non che Madeline si sottovaluti, ma lei per la riuscita del programma ha una spiegazione in più, e l'ha esposta con franchezza in parecchie interviste. «Il fatto è che va in onda al momento giusto sostiene -. È così strana l'America di adesso, così diversa da quello che era. Questo serial è come una finestra aperta sulla vita dei super-ricchi. Affacciarsi e guardarli mentre vengono distrutti a uno a uno che effetto pensate che faccia? Per l'americano medio di oggi, penso sia una soddisfazione impagabile!» Non ce la fate a occupare Wall Street? Consolatevi vedendo Revenge!
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